La Maddalena.

Oggi ci sono le nuvole, mi viene voglia di mare.
Alla Maddalena il mare sa di cielo, e in Sardegna il cielo è sempre azzurro. 
“Noleggiamo un motoscafo!” ci avevano detto i nostri uomini, ma il mare ingoia, ci ricordiamo, così si protesta, “facciamo il giro dell’arcipelago in barca,  piuttosto!”
Abbiamo la meglio.
Alle dieci si parte a bordo della “Città di Chiavari”.
Marco, il capitano, è un omuncolo tuttofare. Sta al timone, riesce ad assecondare le onde e a  raccontarci l’isola, e nessuno parla, tutti lo ascoltiamo volentieri.
Ci fermiamo alle piscine naturali. L’acqua è limpida, più delle lacrime di un bambino. Si tinge di bianco vicino alla spiaggia, lì il sole si specchia e rimane a guardarsi fino a sera. Ci si tuffa allegri e finché  mi immergo con la maschera mi chiedo che senso abbia il male. 
Ripartiamo che sono le due. E il nostro capitano, che è pure un ottimo cuoco, cucina una pasta al dente per tutti i cinquantadue passeggeri. 
Mi piacciono i marinai perché camminano scalzi e perché sanno ringraziare: gettano ai gabbiani i gamberoni rimasti, il mare nutre loro e loro nutrono il mare, ci spiegano. E’ un rito. Al povero Mirco, nostro compagno di viaggio ancora affamato, non resta che invidiare i gabbiani.
Tocchiamo altre spiagge, nel pomeriggio le onde sentono che presto arriverà il maestrale e sono nervose, cominciano ad agitarsi. Rientriamo al tramonto. 
Facendo la doccia penso senza nuvole si vive più felici.
Condividi:

Un pensiero su “La Maddalena.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *