Soldati.

Il tempo precario ha eliminato i futuri, si procede col condizionale, viviamo in un periodo ipotetico di cui non ci è concesso essere premesse, ma solo conseguenze di generazioni egoiste. 
Stiamo stipati su una barca senza ancore, preda delle correnti e delle maree, i giovani imbiancano sperando di trovare un inizio.
C’è chi si getta in mare, qualcuno nuota fino a riva, qualche altro annega. Quelli che rimangono a bordo hanno fatto occhi di granito, le lacrime sono diventate cristalli di sale, si vede, non si guarda, non si può più guardare.

Ci dicono di continuare a navigare, arriveremo a mondi migliori. 
Quando preparo il caffè mi viene in mente Ungaretti, si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.

Il mio tempo mi ha messo la divisa, combattimi, mi dice.
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