Al Faça e Garfo.

Faça in portoghese significa coltello. Ce l’aveva scritto una cameriera sulla maglietta.
Era sera e avevamo fame.
Andare a cena con Marco è piuttosto impegnativo, perché vorrebbe mangiare bene, spendere poco, provare qualcosa di nuovo, possibilmente goloso, che sia al contempo anche tipico. Non si deve entrare in un posto squallido, ma neanche in uno troppo formale. 

Io invece quando ho fame mangerei anche mio fratello sotto il tavolo, divento nervosa.

Eravamo a Lisbona, alla ricerca di un ristorantino che fosse  originale, sfizioso, carino e nuovo, appunto.
Sono sempre stata contraria agli aggettivi, io. Se se ne ammucchiano troppi ci si confonde. E Marco, come al solito era andato in corto circuito. Non sapeva scegliere e diceva, andiamo avanti, magari più in su c’è qualcosa di migliore. 
Più in su, ecco. 
Fermiamoci un momento.

Lisbona è una città di salite e di discese. Le case si inerpicano sulle colline come l’edera, i tram e gli elevadores salgono a fatica, rallentando a passo d’uomo quando la pendenza diventa massima.
Bene.

E adesso immaginate me  piena di fame e di buoni propositi che mi dico, resisti a te infondo va bene tutto, lascia che sia lui a decidere. La prima mezz’ora.
Poi la seconda attacco con le proposte, fermiamoci qui, dai, sembra buono!
Quando ammutolisco può essere per due ragioni. O mi sto per sparare o  gli sto per sparare.
La terza mezz’ora passo alle considerazioni sull’amore, se infondo ne valga davvero la pena, e mi vedo arrancante a settantanni, in giro col bastone e con tre nipotini  che urlano, in cerca di un posticino “più goloso”, come dice lui.

Allora ero in silenzio da almeno dieci minuti, lui incalzava, forza, andiamo a vedere cosa c’è più in su.
In quel momento, pensavo che sarebbe stato bello che una tegola gli fosse caduta  in testa. 
E proprio non ce la faccio a salire ancora, lo guardo e biascico, io, entro lì. Se vuoi puoi accompagnarmi.

Il Faça e Garfo è stato un miracolo. Troppi aggettivi confondono e ti fanno perdere la via, ma quando, per caso, li trovi davvero riuniti tutti insieme, ti fanno stare che è una meraviglia. 
Mangiamo, spendendo poco,  piatti della migliore cucina portoghese. Si beve tanto vino. La cameriera è una ragazza simpatica, una di quelle che ti mettono di buon umore senza chiedere nulla in cambio.

Ha scritto faça sulla maglietta e noi, che non sappiamo una parola in portoghese, pensando che sia quello il suo nome di battesimo, la chiamiamo “coltello” per tutta la sera.
Con la pancia piena penso che arrivare a essere vecchi insieme, continuando a cercare “qualcosa di goloso”, sia un trionfo.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *