Un post-o di nostalgia.

Mia nonna rivive nell’odore del latte, quando si brucia e si attacca sul fondo del pentolino.

L’appartamento di Riviera Paleocapa  lo ritrovo nello scroscio dei fiumi di notte, quando riesco ad ascoltarli. E mi ricordo la puzza di sigarette appesa sulle pareti in corridoio, e finché lo percorro calpesto la mattonella traballante, quella vicino alla camera, che fa un rumore infastidito, quasi voglia mandarmi al diavolo perché cammino piantando i talloni.

Il pavimento lo pulivamo con un mocho marcio, l’appartamento odorava di pioggia anche d’estate.

La nostra vecchia casa sapeva di fischi, giù, dalla strada, e di saluti chiassosi da in cima al balcone.

E quando era mattino Paola aveva gli occhi di sonno e lo sapevo, stava ancora dormendo, ma non ce la facevo proprio a rispettare il suo silenzio. Come la porta del bagno, che fendeva il buio cigolando, tutte le volte che qualcuno andava a lavarsi, dopo aver fatto l’amore.

E lo stridere del citofono quando rispondevo chiedendo, chi è?, l’acqua del bidet che non usciva, i balconi che sbattevano e porca miseria non c’è nessuno che vada a chiuderli?, le zanzare che mi mordevano le caviglie, il copri divano micotico, riproposto come tovaglia senza averlo mai  lavato, il pavimento infossato del salotto, i materassi appoggiati al muro e la coperta dei Simpson.


Domani vorrei svegliarmi due anni fa e che il tempo andasse piano, anche solo per un mattino.



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3 pensieri su “Un post-o di nostalgia.

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