Autunno

La luce si è fatta di un colore saggio, che sa di oro e di sera. Ce l’hanno negli occhi gli anziani, quelli che riescono a conservare a lungo il calore del passato.

A Waidring i vecchi si riunivano sotto le piante di melo e noi stavamo a mangiare insieme a loro.

A Schio, quando attraverso la piazza per andare al mercato, una fila di vecchi mi guarda passare. 
Stanno seduti in fila, dietro un cancello alto, che li fa sembrare bestie inutili stipate in una gabbia in mezzo alla giungla. 
I loro occhi sanno d’inverno, c’è dentro il vuoto.

E mi viene in mente Aurora, una bambina della scuola materna, che mi dice, ma lo sai che i nonni, una volta, sono stati giovani?!? 

Aveva la voce che sapeva di un’incredulità felice, Aurora, di chi ancora non può capire cosa voglia dire invecchiare.

Allora mi sento in colpa, cerco di camminare più veloce.

Perché io non abito a Waidring e anche io, un domani, sarò come loro.

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2 pensieri su “Autunno

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