Viva la Madonna!

Abitavamo nella casa nuova da un paio di settimane. Una casa grande, appena fatta ristrutturare da uno dei migliori geometri di Schio.
Le pareti erano rosa pesca, le stanze odoravano di dipendenza, sapevano ancora di vernice fresca, uno di quegli odori che continui ad annusare per stordirti, come quello di benzina.
La mia famiglia è una famiglia squilibrata, in senso buono, ma squilibrata. O si è felici all’ennesima potenza o nascono gli uragani. 
Quella volta io e mia sorella avevamo vinto alla pesca due scatole di gessetti, li tenevamo sopra il comodino, non sapevamo cosa farcene. Serena preferiva guardare Solletico, io leggere Top Girl in cucina, il numero Uno l’avevo comprato al posto del libro di catechismo. Mia madre correggeva un pacco di compiti in salotto.
Frammenti di una vita quotidiana qualunque.
Solo mio padre era andato al lavoro insolitamente contento.
Quella sera sarebbe passato il geometra a controllare i soffitti delle camere, una cosa svelta, questione di cinque minuti.
Ed eccolo che suona, un gambo di sedando infagottato in un piumino color senape. Aveva il viso lungo, sempre troppo imbronciato, come gli uomini nelle foto in bianco e nero, pietrificati dal flash in una serietà imbarazzata.
Mia madre somigliava invece a una mela Golden Delicius, era andata ad aprire sorridente e gli aveva offerto un caffè.
Ma l’uomo aveva fretta, andiamo subito a vedere le camere, signora. E mia madre lo accompagna, apre la porta e invecchia di colpo, le sembra di vacillare.
Sulla parete sopra il letto matrimoniale trionfava la scrittura di mio padre in un murales beffardo color blu-vittoria:
VIVA LA MADONNA!!!! (e tutti i santi!!!!)
Aveva usato il più deciso dei nostri gessetti.
Il geometra aveva guardato la stanza in maniera interrogativa, aveva controllato il soffitto e se n’era andato alla svelta. Allibito, probabilmente.
Mia madre si era sentita morire. Aveva chiamato mio padre in ambulatorio e lui gli aveva risposto allegro come i bambini che l’hanno appena combinata grossa. 
Poi l’aveva tranquillizzata, tanto è gesso, va via subito.
Io e mia sorella, ammirate, pensavamo di avere il padre più simpatico del mondo.
E voi. Cari amici. Sappiate che il gesso blu non viene via dal muro, neanche col bruschetto. 
Mio padre si sbagliava.
Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *