Paola.

Camminiamo per strada alternando i versi che ci costringevano a recitare da bambine. Ci piace Novembre, perché è l’unica poesia che ricordiamo fino infondo. A Padova sotto i portici la voce sa di tempo leggero, che in un lampo c’è passato tra le dita. Quando dimentico una parola lei la riempie. Io le mostro come la vita sia una nebbia spessa, lei dice, la nebbia è solo bianco, io mi ci perdo dentro come quando indosso un problema e lo faccio diventare un vestito.
Quando soffoco lei mi spoglia.
Gemmea l’aria, ed il sole oggi sa solo di spento, Pascoli me lo ricorda il calendario. A San Martino cominciavamo a mettere il cappotto, la sera.
E invece oggi mi scalda la nostalgia.
E’ l’estate fredda, dei morti.

Cit.   http://balbruno.altervista.org/index-212.html

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