Questione di stile

Mia sorella è fastidiosamente stilosa.
Una persona ha stile quando indossa cose apparentemente improponibili, rendendole magicamente perfette.
Tipo le mutande ascellari. Mia sorella ha anticipato la collezione Intimissimi 2011 andando a frugare nel baule di mia nonna già l’anno scorso. Ha messo i suoi mutandoni. E puf! In giro cominci a vedere i manichini con l’intimo di Bridget Jones addosso.
Mia sorella è fastidiosamente stilosa perché mi fa pesare il fatto di non esserlo a sufficienza. 
Il mese scorso ho comprato un paio di fantastiche francesine nere.
Lei le guarda e sbotta “se ci sei arrivata tu significa che per me è ora di cambiare. Infatti, cara Ilaria, non so se hai visto che sto puntando sullo stivaletto.” Me lo dice con la faccia soddisfatta e il mezzo sorriso di chi ti parla con paternalistica compassione. Io, lo stivaletto, glielo tirerei in faccia. 
Poi non contenta continua “non si diventa stilosi solo leggendo The Blonde Salad, sappilo”.
Lo so benissimo, porca miseria. 
L’armadio di una donna non è mai abbastanza pieno. Il mio ospita anche la sezione, fallimenti clamorosi.
Tipo la maglietta dell’Hard Rock London. 
Mica sono andata a comprare quella classica, no, ma fammi il piacere, troppo banale. Ho messo in valigia la versione metal. Che io al metal neanche ci avevo pensato, semplicemente mi sembrava solo un tantino più aggressiva. Massì osiamo!
Come quando ho comprato le nike argentate con suole rosa. Mi sembravano allegre. Se ti mettono un soprannome c’è sempre un motivo. Bugs bunny, mi chiamavano.
La borsa con le borchie a forma di teschio ha scatenato pareri discordanti. Andiamo dal diplomatico, “mmmm, diciamo che è particolare”dell’Eri, al “dio che schifo” della Paola.
A me piace.
Solo che l’altro ieri ero al circolo. Uno di quei bar frequentato esclusivamente dai vecchi, loro e la moda, in teoria, dovrebbero abitare in pianeti diversi. E invece uno mi guarda, mi si avvicina ed esclama, apperò, hai proprio una  bella borsa metal!
Diobello ci risiamo.
Mia sorella, che ha sentito, tutto si sbellica dietro il bancone. 
Il peggio però l’ho raggiunto con gli occhiali da sole. Decido di investire un quarto del mio stipendio estivo in un bel paio di Diesel con lenti graduate. Marco, chiedo, dammi un consiglio. Ne provo un paio di blu, con le estremità che tendono verso l’alto. Io mi guardo, ma ci vedo poco. 
Ci pensa il mio caro fidanzato a convincermi. Stai benissimo, dai prendili!
Poi arriva il gran giorno.
Li vado a ritirare e mi guardo allo specchio. Con le lenti graduate, finalmente. 
E mi vedo. E raggelo. E vorrei incendiare lui. E invece gli dico:
Ma mi hai vista?
Sì…. 
Sto da cani.
Dai amore, non stai benissimo, ma neanche così male!
Perché mi hai detto di comprarli?
Perché io avevo comprato i miei e non avevo più voglia di stare dentro il negozio.
Impallidisco e vacillo.
Beata sincerità.
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2 pensieri su “Questione di stile

  1. Più che fastidiosamente stilosa, tua sorella è semplicemente fastidiosa! 🙂

    Io ho una teoria basata sulla goffaggine del soggetto in questione:
    non è che le persone tendano ad ignorare il fatto che sia agghindata da semaforo, o che sia in una sorta di pigiama alla Maggie dei Simpson, o che sfoggi uno stile heavy-under-trash-retro-grounge, perché sono tutti ipnotizzati dalle buffe movenze e dalle cascate di ERRE che le si arrotolano in bocca? MAH!

    P.S.
    il circolo non è un bar per soli vecchi…è per anziani e per diversamente giovani…insomma…un po' di rispetto! 😀

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