Femmine.

Dagli otto ai dieci anni mi facevo tagliare i capelli cortissimi perché volevo sembrare un maschio. 
Più che maschio parevo una scimmia. 
Il peggio l’ho raggiunto quando ho scelto l’abito per la prima comunione, in tulle, ampio, con una fantasia improponibile a fori rosa e azzurri. Sembravo una scimmia vestita da damigella, come quelle che mettono in braccio ai bambini che vanno a vedere il circo, per fare la foto.
A me le femmine parevano stupide.  
Mi arrampicavo sugli alberi e sognavo di uccidere Saddam Hussein.
Ci pensavo prima di addormentarmi. 
Quando ancora non volevo diventar mecenate, avevo deciso che avrei salvato l’umanità. Saddam di me si sarebbe fidato, fa solo le elementari ed è una femmina, si sarebbe detto. Io l’avrei sgozzato nel sonno. 
Oggi vorrei tagliarmi i capelli cortissimi, ma sono diventata una donna. 
Non vorrei tornare scimmia. 
E prima di addormentarmi faccio l’elenco di cosa vorrei comprarmi a gennaio, quando arrivano i saldi. Due paia di jeans, una borsa, un maglione, due paia di leggins push-up, una giacca a vento verde smeraldo, un paio di stivali e un anello con l’ametista. 
Sono diventata talmente femmina che il pensiero di comprare mi fa sentire subito meglio. Quasi euforica.
Ed ecco che improvvisamente sento tornare la vecchia Ilaria.
Inorridisce.
Inorridisco.
Penso che con tutte le cose che voglio spenderò una fortuna.
Meglio andare da mio padre o da Marco, e bisbigliare richieste con non-chalance,  impostando la voce in modalità convincimento.
Erika dice sempre, l’importante, con un maschio, è farlo sentire al centro del mondo. Bisogna fargli credere che sia stato lui ad avere un’idea geniale.
Quando mio padre mi comprerà la giacca verde smeraldo gli farò gli occhi brillanti. 
Papi, grande! io non ci avrei mai pensato, hai avuto un ottimo gusto!
Essere donne è bellissimo.
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