Talenti incompresi.

Ilaria, tocca a te.
Prendo il flauto, tengo le spalle curve, come se prima, col flauto, mi avessero bastonato.
Ho il cuore che batte talmente forte che presto manderà in frantumi tutte le costole. Mi sento svenire.
Suono leggendo le note disegnate con una matita non temperata, indovino la posizione sul pentagramma, l’azzecco qualche volta. La musica traballa, è una canzoncina che fatica a terminare, intorno si crea un silenzio penoso. 
Tremo.
La mia carriera flautistica si è felicemente conclusa con la fine della terza media. Quando non sei proprio portato a fare qualcosa, mettiti il cuore in pace e dedicati ad altro.
La questione è semplice. 
E invece no.
Magari è pure una tua amica, o peggio, l’hai appena conosciuto, ma entrambi si sono talmente auto-elogiati che ci hai creduto davvero anche tu. 
Ho di fronte un artista.
Vuoi vedere qualcosa?
Va bene, mostrami qualcosa, rispondo.
A mio rischio e pericolo, ho imparato.
Perché poi se ti chiede un parere sono solo cazzi tuoi. Soprattutto se le bugie non le sai dire.
Il sangue mi si raffredda all’improvviso, chiedo alla madonna di farmi diventare improvvisamente diplomatica, visto che la trasparenza proprio non me la vuole concedere.
Cosa ne pensi?
Qui viene il bello. 
Perché se menti spudoratamente e dici che ti è piaciuto, rischi di essere coinvolto a vita negli esperimenti creativi del nostro artistoide.
Disponibile sì, fessa no.
Così cerco di dire la verità. L’importante, mi hanno insegnato, è porre sempre le critiche in maniera costruttiva.  Funziona. Parafraso lo stomaco come facevo con l’Iliade.
“Guarda, io in questo punto avrei messo la cosa diversamente…”
Nella maggior parte dei casi lo pseudo-artista non legge tra le righe, entrambi avremo il cuore in pace.
Ma può capitare che la performance sia talmente oscena che anche mentire  possa risultare gravoso. Così rilancio subito
E tu, cosa ne pensi? 
Funziona quasi sempre.
Uno pseudo-artista un motivo per parlare di sé lo coglie al volo. E’ come togliere la gabbietta a un tappo di spumante.
Mi ubriaco col vino cattivo per dimenticarne al più presto il sapore.
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