Dalle stelle agli stage.

Ieri era la giornata dell’aneddoto. Oggi è la giornata delle emozioni forti.
Un po’ perché sono gasata come pochi, sono riuscita a trovare da un antiquario in Svizzera una copia del 1991 autografata dalla Kristof. Pì potenteeeeeeeee, come direbbe Marco.
Un po’ perché sono incazzata nera per come sta andando il post laurea di molti umanisti a me cari.
Ricapitoliamo allora la mia esperienza dall’Editore.
Come sapete ho rifiutato uno stage non pagato. Così mi hanno ricontattata e mi hanno offerto la bellezza di SESSANTA euro per correggere gli accenti di un glossario da pubblicare alla fine di un’opera omnia. Siccome l’editore ha un nome importante, fanculo al denaro, infondo sono ricca, prendo ancora la paghetta dai miei, l’ho fatto comunque.
I soldi non me li hanno ancora versati. E adesso, lo stesso Editore, ha pubblicato un annuncio sulla bacheca universitaria in cui cercano stagisti che lavorino gratuitamente e senza promesse d’assunzione. Li troveranno. Perché qualcuno piuttosto di rimanere a casa, disperato, preferirà illudersi facendo lo schiavo. Comprensibile.
Ci ho pensato anche io.
La mia dolce metà sta facendo il secondo stage, questa volta come copywriter in un’agenzia pubblicitaria. Gli danno 500 euro. Considerando che deve fare trenta chilometri al giorno in macchina, pagandosi la benzina, il mangiare e il traforo, cinquecento sono appena sufficienti come rimborso spese.
Bene, per imparare, si deve andare avanti come muli, sfondando le porte  zitti e a testa china. Lui è bravo e diplomatico, accetta senza lamentarsi.
Gli danno i primi lavori e nessuno gli spiega esattamente come deve scriverli.
Non gli dicono niente. 
Lo mettono in uno stanzone con la radio accesa, per otto ore. Gli parlano a fine giornata se proprio è necessario. L’unica cosa divertente è un cucciolo di chiuaua (si scrive così?) di nome Shakira.
Passa il primo mese, nessuno gli ha insegnato nulla.
 La direttrice l’ha chiamato in direzione, siediti, gli ha detto dobbiamo parlare. 
Dalla settimana prossima è meglio se non vieni, perché prima di fare uno stage hai bisogno di trovare qualcuno che ti insegni il lavoro con metodo. 
Me l’ha raccontato con una voce fragile. Ilaria, un po’ hanno ragione, io non ho ancora imparato tutto.
Amici miei. Ecco. 
Volevo ricordarvi una cosa. Manteniamo almeno la coscienza che ci stanno tutti prendendo per il culo. Per favore, lo dobbiamo a noi stessi.
Se accettiamo di esser assunti come stagisti con paghe miserabili è perché vogliamo imparare. Se ci assumono come stagisti è perché dovrebbero spiegarci come eseguire un lavoro.
 E invece no, pretendono dottori con la lode che sappiano il mestiere e elemosinino lo stipendio.
Ora Momo, lo so che tu non ti sbilancerai perché sei buono e politicamente corretto.
Io no.
E per fortuna le coppie son formate da elementi complementari. Lo faccio io per te:
Morite tutti. 
Così non andremo da nessuna parte.
Né noi, né voi. 
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