Adolescenza

Le peonie fioriscono in giardino. Apro i boccioli ancora chiusi per cercare i maggiolini, quelli con la corazza verde li metto in un barattolo di vetro. 
A Pasqua arrivano le giostre. Siamo vestite di nuovo, quasi sempre si può stare senza giacca, invece dell’uovo ci regalano quindicimila lire, quando arriva mia zia si raddoppia.
Andiamo a Pieve passando per i campi, vicino al bosco. Camminiamo veloci, cercando di non sporcarci le scarpe, la musica è sempre più vicina. 
Se vuoi riuscire a stare in piedi devi fissare un punto lontano, non guardare in basso. Provo ad alzarmi e mi ritrovo al centro, riesco a non cadere grazie all’autoipnosi, le luci stroboscopiche funzionano meglio di Freud.
Torniamo la sera, piene di lividi. Ci vengono a prendere i nostri genitori vicino alla cabina telefonica, ci siamo entrate in due, nonostante la puzza di piscio,  per cercare schede a bassa tiratura da infilare nell’album. 
Mamma, mi compri le Buffalo?
Perché?
Vorrei diventare Progressiva.
Sul Tagadà, essere bambina, ha smesso di interessarmi.
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