L’appello

Quando vi chiamo dovete entrare nel cerchio.
Traccio col piede una luna piena un po’ sbilenca.
Maestra, quello lì è un quadrato.
Non importa, fate finta che sia un cerchio, entrateci lo stesso, fate una giravolta e tornate a sedervi.
Maria Vittoria, non metterti le dita nel naso, sveglia che sei la prima!
La bambina abbassa la testa, segno una P anche se rimane impietrita a fissarsi le punte delle scarpe. 
Andrea C. ?
Dalla panchina dei bulli un bambino proiettile prende la rincorsa e in scivolata entra nel cerchio, cancellandolo. Si rialza ridacchiando, fa un giro su sé stesso e torna al suo posto. I compagni intanto gli hanno sputato nel bicchiere.
Quando chiamo Gaia arriva anche Elena, quando chiamo Elena arriva anche Gaia. Si tengono strette, quando una ha le mani impegnate l’altra le stringe il bordo della maglietta. Sono cugine.
Ludovica. Presente. 
Geremia, presente e innamorato, mi guarda arrossendo, non riesce a parlarmi, ubbidisce e mi sta vicino. Se qualcuno prova a prendere il suo posto piange, è troppo timido per alzare le mani.
Il chiasso presto ingoia la mia voce. 
Silenzio!
Nessuno mi sente.
Corro da Giulia, che si stringe il cavallo dei pantaloni e fa dondolare le gambe, Giulia corri a fare pipì! Dai corri! La bimba mi sorride e fa di no con la testa. Rimane seduta.
Fate silenziooooooo!
Non serve. Così metto due dita sotto la lingua, fischio il più forte possibile. 
Funziona.
I bulli mi guardano rapiti, buttano per terra i sassi e si infilano le dita in bocca soffiando fuori l’aria.
Maestra ci insegni come si fa?
Annalisa continua l’appello urlando dentro il megafono.
Va bene, dove posso sedermi?
Neanche a dirlo Matteo ha spinto per terra Antonio, e supplica, maestra, vieni qua! Mi siedo, prendendomi Matteo sulle ginocchia che fa un sorriso smagliante a tutti gli altri.

Lo sai che anche mio papà sa fischiare come te?
Ah sì?
Sì.
Maestra, ma hai anche tu un papà?
Si che ce l’ho!
Io ho anche un cane. Non so a chi voglio più bene.

Arriva Giulia, ha ascoltato tutta la conversazione.

Invece, mio papà sa volare.

E lo dice talmente decisa che nessuno dei maschi osa replicare.

Veramente? e faccio gli occhi grandi inarcando le sopracciglia, che per un bambino significa sorpresa o magia.
Lei annuisce col capo.
E cosa ne dici se ci andiamo a cambiare?
No, maestra, ho solo sudato.

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