Speranza

Le mie più care amiche hanno provato l’esame per il Tfa. 
Parliamone.
Il tirocinio formativo attivo è uno stage che si fa a scuola, pagando 2.500 euro, dopo aver superato un maxi esame diviso in tre parti. 
Chi vuole fare l’insegnante e non è ancora abilitato deve averci per forza a che fare.
Bene, e allora andiamo con la prima, il quizzettone. Domande più o meno eterogenee relative alla classe di concorso cui vorresti essere abilitato. Ci si prepara ripassando i vecchi appunti di letteratura, si riguarda la grammatica, si conta sul centodieci e lode, qualcosa  avrò imparato, si spera.

Invece arriva il grande giorno e ti viene da ridere.


Ti chiedono gli autori di opere minori -dimmi chi ha scritto “Pesci Rossi”- che mai ti hanno spiegato e  che mai andrai a spiegare.
Dimmelo, dai, dimmelo chi ha scritto i versi Cinto di fosche e tenebrose bende, / di nero manto e di funesto velo / veggio rotar per l’amoroso cielo / quel sol che solo i miei desiri accende”, non lo sai ?!? E’ perché sei un somaro.

E poi, ecco, le domande di geografia!

Ci hanno fatto integrare la laurea con un esame ulteriore, 140 euro, GEOGRAFIA CULTURALE, un esame di estetica sul senso del paesaggio.
E’ servito così tanto che per rispondere alla domanda che stato non confina con il Mali è stato più utile essersi allenarti a La sfida delle città in facebook.

La situazione è talmente grottesca che ti viene da mandarla in vacca. Cosa vuoi farci, siamo in Italia, si riproverà.
Per il 2013 ci potremmo preparare sui libri con le simulazioni per il Milionario e magari da Gerry ci andiamo pure, abbiamo più possibilità con lui che con la cattedra, fidati.
Fare l’insegnante sarebbe bellissimo. Perché far crescere qualcuno significa migliorare un po’ il mondo.
Invece ci chiedono chi scrisse le Cene -rispondete, coraggio- Anton Francesco Grazzini detto il Lasca, Agnolo Firenzuola,  Giovan Francesco Straparola o Matteo Bandello?

Altro che Cene, per il momento si rimane tutti a bocca asciutta.

E’ che mi chiedo che senso possiamo avere, noi, che a trent’anni siamo ancora fatti di speranza. Perché anche quella, lo sapete, prima o poi marcisce. 

E l’odore di marcio sa di morte.


Per chi volesse leggere alcuni quiz:
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