Il 12 febbraio

Eravamo a letto. 
E già che c’eravamo lui pensa bene di farsi quella che il buon Paolo Rossi chiamerebbe una sana sigaretta dell’ottimismo.
Prende un biglietto dal portafoglio e lo strappa, per arrotolarne un pezzo e fare il filtro.
Dormiamo appiccicati. Perché il giorno dopo lui sarebbe partito col treno per Parigi, quello con le cuccette che lascia Vicenza alle 20.51.
Ci svegliamo che è un giorno come questi, con la nebbia appesa al cielo e le strade umide. 
Puliamo l’appartamento, la sera prima era venuto Mirco a mangiare, c’erano ancora i piatti lerci sul lavandino e le bottiglie vuote sotto il tavolo.

E poi il mio amore torna a casa, perché deve fare la valigia e prepararsi per andare a Digione. Ci sono i baci, chiamami quando arrivi, fammi sapere che stai bene.
Va bene. E tu finché sono via non parlare ai maschi.
Certamente.
Ci sei solo tu.
Abbraccio.
Bacio.
Bacio.
Ecc.ecc.

Se ne va. E poi.
Poi, verso le sei mi suona il telefonino.

-Ciao! ti mancavo già?
-Ilaria, guarda che non mi piacciono per niente questi scherzi.
-Cazzo dici?
-Dove l’hai nascosto?
-Ma cosa ?!?
-Lo sai benissimo, dimmi dove l’hai nascosto che fra due ore devo partire.
-Marco, non capisco di cosa tu stia parlando.
-Non fare quella voce da finta tonta che lo so, è uno dei tuoi scherzetti, ma non ci casco. Non è proprio il caso. Dai, su, cresi un po’…

Mi irrito e gli sbatto il telefono.
Richiama subito.

-Marco, cos’hai, si può sapere?
-Non trovo il biglietto per andare a Digione. Ti ricordi dove l’ho messo?
-No, ma per chi mi hai preso? Hai guardato nelle tasche del giubbotto?
-Non c’è.
-Nella tasca davanti della valigia.
-No, Ilaria, ti pare che sia così stupido da non avere già guardato?
-Aspetta, do un’occhiata se per caso l’hai lasciato in camera mia. Tu intanto ricontrolla nel portafogli che magari l’hai messo in una tasca diversa e stiamo cercando per niente.
-Va bene.

E poi, sapete, finché apro i cassetti del comodino improvvisamente faccio bingo.

-MARCO?
-L’hai trovato???
-No. Non è che per caso ieri sera ti sei fumato il biglietto?

C’è un silenzio profondo.

Doloroso.

– Controlla la spazzatura.

Vado in cucina e mi metto a frugare nel sacco dell’immondizie. Intanto Marco parla da solo, bestemmia, soprattutto.

-Ti sei fumato il biglietto!
-L’hai trovato?
-Sì, l’ho trovato!
-Ma si può essere più coglioni?
-Credo di sì. Che giorno è oggi?
-12 febbraio.
-Sì, sì, si può essere. Questo è per l’undici. Saresti dovuto partire ieri.

Storia raccontata su gentile concessione del protagonista

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2 pensieri su “Il 12 febbraio

  1. E lo racconti anche!
    Ma quanto anni ha Marco? 90 o 15?
    Magari sarà l'effetto del fumo che gli annebbia la
    mente!
    Caro pesciolino, attenzione, il tipo mi sembra irresponsabile e inaffidabile !

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