Un appello

Scuola Holden, Esordire.
La Pabli, una delle mie migliori amiche, lo scorso novembre ha letto un suo racconto davanti a cinque editor, gente giovane che lavora per alcune delle più importanti case editrici italiane.
Com’è andata? Le chiedo.
Mi spiega che è stato bello. Perché gli editor le hanno dato consigli utili. 
Ilaria, mi dice, questi il loro lavoro lo sanno fare bene. Hanno saputo mostrarmi cose della mia scrittura che non avevo pensato, molto azzeccate. 
Il venerdì seguente finisco di leggere una delle cantonate di questo 2012.
E poi… Paulette di Barbara Constantine.
Bella copertina, la storia sembra originale, Einaudi Big, lo compro.
L’ho finito solo perché mi è costato 17 euro.
Vi giuro, ho pensato di mandare una mail alla scrittrice. Come si dice schifo in francese? Perché cara Barbara, il tuo libro è di una banalità imbarazzante, dov’erano gli editor che hanno criticato la Pabli (che scrive mille volte meglio) quando hanno deciso di far uscire il tuo libro?
Quando lo racconto alla mia amica mi risponde, mi sto dando ai classici per evitare delusioni. Auguri.
La capisco, ma non è giusto. 
Io credo che la massa legga prevalentemente porcherie per due motivi.
1 Perché vuole leggere porcherie. E purtroppo, lì si può fare poco.
2 Perché non sa orientarsi bene, c’è troppa spazzatura, i criteri per trovare un bel libro, che non sia di un autore morto da almeno cento anni, sono piuttosto complessi. Il nome di una casa editrice non è sicura garanzia di qualità. Anzi.
Io per esempio mi sono fatta il giro dei blog di fiducia, è stato su quello di B Bianchi che ho scoperto Sinapsi, uno dei libri più belli di questo decennio.
Poi c’è il passaparola, è vero, ma anche lì, uno deve conoscere i tuoi gusti e ci vuole criterio anche nelle conoscenze, uno deve sapere prima di chi si possa fidare.
Insomma, porca miseria.
Non lamentiamoci se la maggior parte della gente legge minchiate. Pubblichiamone meno, proponiamo qualcosa di migliore e vedrete, qualcuno, non tanti magari, ma qualcuno affinerà i suoi gusti.
Facciamoli lavorare questi editor di talento invece di mandarli a criticare per finta le poche persone che scrivere lo sanno fare davvero.
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4 pensieri su “Un appello

  1. Ogni giorno vengono pubblicati 175 libri
    Gli italiano leggono poco
    Il 69% non legge un libro nell'arco di un anno
    Solo l'8% ne legge uno al mese ed è proprio su questi lettori che può sopravvivere l'editoria
    Chiudono le librerie e quelle che resistono riducono gli spazi espositivi.So compra via internet e si legge l'e Book
    Non siamo messi molto bene!!!

  2. Caro anonimo, direi proprio che siamo messi male! Ma io faccio parte dell'8 per cento. Leggo un libro alla settimana, scrivo da quando sono bambina, mi sono laureata in lettere e ho fatto la libraia.
    Devo pretendere e sperare in un'editoria migliore!

    Ti saluto, un abbraccio, chiunque tu sia! ciao!

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