A jerk

-Per piacere, scrivimi un redazionale sul centro Carducci asap.
Lo guarda e gli dice va bene con aria titubante. Non chiede niente, ai superiori si devono chiedere meno spiegazioni possibili.
Accende il computer, aspetta che il capo se ne vada. Quando è andato fuori, si volta e mi domanda con aria smarrita.
-Cosa intende esattamente con “redazionale asap”?
As soon as possible. Asap. Devi scriverlo subito.
Mi ringrazia, ah, mi dice, non lo sapevo. Ha gli occhi fuori dalle orbite.

Abbiamo un capo che ci paga 500 euro, ci fa lavorare dieci ore al giorno e parla per acronimi o anglicismi, come stesse scrivendo una mail. Facciamo un break, Tieni questo, fyi.*

Vorrei sentire come parla l’inglese, visto che lo ama tanto.
Mi piacerebbe poterlo assumere, lo farei stare alla scrivania, inginocchiato sui chicchi di granoturco, lui e il vocabolario di italiano, a impararlo dalla a alla z, per 3 euro l’ora, tutti i giorni dalle otto fino a prima di cena.

Se parli siglato non sei figo e neanche misterioso. Credo che coglione sia la parola migliore. In inglese dovrebbe essere jerk, visto che l’italiano ti è tanto oscuro.

 *For your information

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13 pensieri su “A jerk

  1. ahhh … ecco perchè !! Direi che Jerk è più che appropriato!!
    sono proprio curioso di vedere le maglie..
    perchè mi rispondi due volte??pensi sia sordo??:-)

  2. Ma perché accetti lavoro a 5£ ora da un jerk?
    Speriamo almeno che jerk legga il pesce volante, scusa,
    Ff (flying fish)
    Ah ah ah

  3. non ho facebook meglio mail
    il 55enne
    Ps . Al P d p di prima ….prova a non lavorare e poi vedi se non accetti anche 5 luridi e miseri 5€ all'ora!!!!

  4. Lo accetto perché piuttosto di non fare niente faccio tante cose. Mi era stato promesso un lavoro.
    Il pesce volante racconta fantastiche avventure. Non confondere l autore con il protagonista.

    Ciao!

  5. Qualche giorno fa leggo in un noto quotidiano un bellissimo articolo dedicato al diario di Anna Frank e
    alla sua importanza documentale di testimonianza
    Mi sorge un quesito: che ne sarà di tutti i diari virtuali e di tutte questi pensieri che un giorno spariranno dal web e non solo?

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