Un sospetto

Gli dico che ci hanno chiesto di andare a cena e mangiarci una coppa gigante di gelato, visto che fa caldo, visto che non abbiamo niente da fare e che sarebbe proprio una bella idea, ne avrei davvero voglia e Matteo e l’Isabella li vedo volentieri. Allora andiamo?
Sono le due. Marco gioca con le palline magnetiche di mio padre, mi dice mh, mh, va bene, rispondi tu e dì di sì. Poi si reimmerge nella costruzione di un cubo, l’encefalogramma disegnerebbe probabilmente una sequenza di mattoncini rossi, blu e gialli.
Per San Valentino gli ho regalato il motoscafo della Lego Technic. L’ha voluto montare subito, tu fai la cerca-pezzi, mi ha ordinato. Se vuoi che un uomo spenga il cervello punta sulle costruzioni, Meccano, Lego, va bene tutto.
Arrivano le sette. Stiamo per uscire. Prende le chiavi e mi chiede, ma dopo il gelato dove andiamo a cena?
Ceniamo con la coppa di gelato, te l’ho detto prima.
Gli si dipinge in faccia un’espressione di terrore, quella che fa  tutte le volte quando c’è di mezzo il cibo e qualcosa non gli va bene. E se non mangio abbastanza?
Prenditi la coppa più grande, gli rispondo.
Lui mi guarda con gli occhi lucidi, si siede sul letto. Sei proprio sicura di voler cenare col gelato? mi domanda.
Sì, lo sono.
Perché io non sono sicuro di averti detto di sì. Anzi, non mi ricordo proprio di avere sentito questa cosa. 
E aggiunge. 
Se mi vedi giocare con le palline devi sapere che non ti ascolto. Dovevi chiedermelo di nuovo quando avevo finito. E’ colpa tua.
Mi metto le mani in tasca per non strangolarlo. Gli dico, mangio quello che vuoi. Ma adesso prendi il telefono e glielo spieghi tu a Matteo e la Lella.
Ci prova anche con loro, ma siete proprio sicuri di voler cenare con un gelato? Loro rispondono di sì, gli va buca.
Usciamo e lui fa un muso lungo che arriva fino in Sudafrica. Smette di parlare e rimane con la testa bassa. Lo prenderei a calci. Mi scuso con gli altri, lui si arrabbia ancora di più perché mi sono scusata per lui.
A metà serata un’ottantenne scappa dai figli e viene al nostro tavolo, mi posa la mano sulla spalla e ci dice che dobbiamo volerci bene, perché diventeremo vecchi e poi ci mancherà. Ci racconta della sua giovinezza, poi si dimentica di avercelo raccontato e inizia da capo. Rimane con noi per una buona mezz’ora, ascoltiamo la stessa storia almeno cinque volte.
L’altra sera siamo andati al ristorante. Marco era incerto tra la tagliata e il rombo. Io ho preso il rombo e lui si è lanciato di gusto, ma sì, dai che prendo rombo anch’io! Quando ci hanno portato i piatti e ha capito che il rombo era un pesce, si è spento all’improvviso.
Pensavo che rombo fosse un taglio di carne, mi ha detto. Se faccio quello che fai tu sbaglio sempre, dovevo immaginarlo che c’era un tranello.
Io credo che da vecchia avrò nostalgia della giovinezza, ma ho il fondato sospetto che certe caratteristiche del mio consorte dureranno nel tempo e se adesso è così figuriamoci quando si rimbambisce davvero.
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19 pensieri su “Un sospetto

  1. Solidalgo con minchio: le palline avvicinano l'uomo alla divinità. Continua così che la a strada è lunga.
    Anonimo…ma quanto?

  2. Io lo avrei strangolato e dopo gli avrei messo in bocca le palline di tuo padre e poi anche tre di gelato!!!
    Ma come fai a stare con uno che non sa neppure cosa sia un rombo?
    Con uno che sceglie per pigrizia quello che scegli tu senza sapere di cosa si tratta e poi ti rimprovera
    Aprì gli occhi pesciolino , te lo chiede un amico che ti vuol
    Bene
    Possibile che l'amore sia così cieco?

  3. Forse il tuo consorte non ha le sinapsi a posto
    Fallo vedere al neuro e per San Valentino, regalagli un memory, ma non troppo difficile.

  4. Se sei un amico che mi vuol bene conosceresti di sicuro anche MARCO. E non la penseresti così, perché marco lo sbadato è molto altro.
    Il tuo commento è parziale.
    Mi dimostra che non mi conosci, non lo consci e che non hai le palle di mettere la firma su commenti relativi e offensivi. queste sono prese in giro leggere, da non prendere sul serio.
    Marco non saprà riconoscere il rombo. Ma almeno non scrive puttanate a vanvera.

  5. Batterista , pizzaiolo , bevitore (il giusto) di prosecchi , due gran palle , simpatico , occhialuto , di compagnia va bè un difetto ce lo può anche avere no ??!!
    e poi effettivamente se uno gioca con le palline magnetiche deve essere iper concentrato !!
    il 55enne (quello a cui stanno sulle balle i giochini scemi)
    Ps. Certo che quando ti toccano Marco diventi veramente Mamma Leonessa …è molto bello e ricco d'Amore !! 🙂
    Ps2. Dovresti vedere la Principessa ..è proprio sua Maestà la Rotondità !! 🙂

  6. Caro anonimo2inlista,
    due consigli:
    1) cambia occhiali, hai lenti troppo grigie
    2) prova a giocare con le palline… scoprirai nuovi mondi
    una osservazione: le palline del padre stanno bene dove sono!
    DEMARCOSFADERINLOU

  7. Sono l'anonimo 2.
    Non porto occhiali, neanche per il sole.
    Sono geloso
    Un tempo ti ho amato
    Meriti tanto
    Sei una gran donna
    Ora sono lontano, con te sempre nel cuore!

  8. ma questo è uno scherzo o uno che pensa che andando a capo una dichiarazione recidiva risulti d'effetto? il colpo di scena che fa un baffo a beautiful insomma. una lettrice che crede che in entrambi i casi serpeggi del pessimo gusto.

  9. Bisogna rendersi conto che l'amore nasce sempre da un'equivoco.
    Quando pensiamo di avere qualcosa che in realtà non abbiamo.
    Quando crediamo che questo qualcosa che non abbiamo e che vorremmo avere sia esattamente ciò che l'altra persona desidera .
    Perché ciò che l'altro desidera è sempre diverso …. altro
    Altro rispetto a quello che siamo .
    Altro rispetto a quello che abbiamo.
    Altro rispetto a quello che non siamo e non abbiamo.

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