La muta

Verso sera, quando il sole sta per svenire dietro le montagne, salgo in macchina e abbasso i finestrini. Sopra i campi le rondini vanno a pesca di moscerini, rasentano l’erba tracciando cerchi concentrici.
Ho i capelli bagnati, si asciugheranno nel tragitto, guido con le gambe larghe per non farle appiccicare al sedile. 
In tre giorni ho cambiato colleghi, i fogli si sono trasformati in bambini, gli orari diversi mi mostrano parti di giorno che vedevo solo da una finestra oscurata della zona industriale.
Canto a squarciagola le canzoni di Maria Antonietta che ho imparato in ufficio, progettando campagne pubblicitarie che sono durate come la vita delle falene, un giorno solo e poi basta, si deve far nascere quelle nuove.
Mi sono ricresciuti i capelli, toccano le spalle. Il futuro va riprogrammato, ancora una volta. Oggi mi chiamano maestra, domani starò preparando il dottorato, forse.
Accelero ad ogni rettilineo perché luglio di sera è il mese più bello, sempre. Cerco di pensare il meno possibile.
Quanta pelle può perdere il serpente prima di cominciare a consumarsi?
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7 pensieri su “La muta

  1. Infinite volte. Ad ogni muta torna più bello, più lucido, più attraente.
    Ogni esperienza in più , ogni collega in più , ogni bambino in più , non aggiunge bellezza alla tua vita?

  2. corpo e viso …regolarmente!!
    aaaah la vanità degli ultra 50enni !!
    il 55enne 😉
    Ps : grazie all'anonimo che mi dato del simpatico !!

  3. Caro pesciolino.. la vita va vissuta giorno per giorno
    e tu lo sai..

    tutte le persone che intersecano la nostra vita lasciano un segno

    tutto e tutti ci modellano anche se non lo vogliamo ammettere
    anche se ci può dar fastidio
    l'importante è sopravvivere e camminare a testa alta.
    un bacio

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