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Ci immergiamo nel buio, le orecchie si turano per tutte le voci dei grilli che ieri sera sono esplose in un frastuono scanzonato- un concerto fra amici sbronzi che cantano per il gusto di cantare, senza il peso della giusta intonazione.
Siamo distese vicine, ci siamo coperte con gli asciugamani da spiaggia e speriamo che non arrivi un serial killer perché siamo in cima al mondo e non ci troverebbe davvero nessuno. Maledetta mia sorella che giusto a pranzo mi ha raccontato le trasmissioni macabre che guarda in streaming, così ogni scoiattolo tra i rami mi fa venire in mente Charles Manson, meglio non pensarci.
Il cielo è gonfio di stelle, sono talmente tante che ci cominciano a piovere dentro gli occhi, urliamo ogni volta che ne vediamo una cadere e lasciare una scia brillante. Ecco ho pure la pelle d’oca, senti qua, e quando mi tocca la gamba scoppiamo a ridere e poi nessuna parla più. 
Desiderio.
Chiacchieriamo di vestiti in saldo e di ragioni del mondo, ogni cosa vista da qui ha la giusta dimensione e anche il suo passato triste comincia a farle meno male, lasciando spazio a vita nuova.
A mezzanotte ho contato diciannove stelle cadenti. Non avevo abbastanza desideri così ho proceduto per categorie, visto che il cielo è magnanimo solo una volta l’anno meglio ottimizzare le richieste: prima i desideri importanti, poi quelli materialisti, a seguire i desideri per i miei amici e alla fine quelli per la popolazione italiana.
La nostra notte perfetta galleggia senza tempo sopra il mondo, i dispiaceri affondano, se mi guardi sono serena come questa notte.
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