Cena con funghi

Il nostro gattino più che a un batuffolo somigliava a un condor senza piume. Gli mancava il pelo in svariati punti del corpo, pensavamo fossero segni di normali zuffe fra fratelli, era un gatto di fienile, cresciuto in una cucciolata numerosa senza alcuna premura.
L’avevamo adottato felici, lo si era chiamato Alex il Drugo, speriamo che le macchie spariscano in fretta, ci eravamo dette.
Solo che invece di sparire erano apparse a noi. Dappertutto. Eravamo andate dal veterinario, che ci aveva visitati, noi e il gatto. Diagnosi: questa è micosi, dovete curarvi subito, siete impestati.
Lara era stata colpita soprattutto al volto, l’abbronzatura era diventata simile alla pittura di una stanza abbandonata, si scrostava lasciando chiazze più chiare bordate di scuro.
Così c’eravamo comprate la pomata ed era arrivato dicembre. Avevamo deciso di cucinare la cena di natale per le amiche di università, una decina, le più strette. 
Tra chiacchiere, farina e fumo avevamo preparato le orecchiette fatte in casa, due vassoi belli colmi. Alle sette avevamo preso i bicchieri, impilato i piatti e cercato la tovaglia. La tovaglia che mai il nostro appartamento aveva posseduto.
E quindi. Riunione straordinaria fra coinquiline: non possiamo fare mangiare le altre senza la tovaglia, cosa cazzo facciamo?
C’eravamo guardate intorno. Il Drugo stava spaparanzato sul divano, beato e brutto, come solo lui poteva essere.
Ed eccola. 
All’improvviso mi era venuta l’idea del secolo: usiamo il copri divano del gatto. Come tovaglia sarebbe abbastanza grande, ed è a righe bianche e azzurre, rallegriamo la stanza. Cosa ne dite?
Paola ci aveva pensato su e aveva detto, sì dai, ok, ma visto che non possiamo lavarlo almeno sbattiamolo.
Su il divano universitario oltre alla micosi si era depositato molto, molto altro. Non aggiungo dettagli. Sappiate che finché scrivo, ora, sto ridendo imbarazzata, chiedendomi come abbiamo potuto.
Perché sì, davvero, l’abbiamo fatto. Abbiamo apparecchiato la tavola con la nostra tovaglia a righe e la nostra faccia tosta.
Sarà mica pericoloso, avevo chiesto a Paola, la micosi ti può venire agli organi interni?
Bo, mi aveva risposto Paola.
Era stata una cena deliziosa. Le orecchiette erano piaciute a tutte, nessuna si era accorta di niente.
Prima di svelare questo piccolo segreto ho chiesto il permesso alle mie ex coinquiline.
Alle altre amiche presenti a quella cena dico: sono contente che siate vive!
E un applauso agli anticorpi.
Condividi:

2 pensieri su “Cena con funghi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *