Big Bang

Il cielo oggi è elegante, un azzurro minimal senza sfumature, mette il buonumore e mi fa venire voglia di andare in vacanza.

In dicembre Padova era piena di nebbia. Arrivava la sera, quando uscivamo con le biciclette senza fanali, si pedalava guardando in basso per non entrare con le gomme dentro la rotaia del tram.
Abitavamo tutte sullo stesso piano. Era un collegio di suore, avevo dovuto mentire sulla mia religiosità portando mia madre a convincere la superiora.
La mia fede era durata il tempo del trasloco. Un pomeriggio, forse meno.

Le amiche di oggi sono le mie vecchie vicine di stanza. Io avevo la 214, in estate si arroventava e non riuscivo a studiare, cosi mi distendevo sul pavimento in bagno, sollevavo le gambe e mi facevo una doccia sdraiata.
Ci si trovava la sera a occupare il salotto, che aveva le porte di vetro sottile che vibravano quando arrivava qualcuno. Lara così aveva il tempo di rivestirsi, ci mostrava il seno quando non aveva niente da raccontare e tutte ridevamo perché allora ci importava soltanto di ridere, stando una vicina all’altra.

Due anni dopo c’eravamo trasferite in un appartamento lungo il fiume, sesso a random e vermi in frigorifero.
Certe mattine che mi svegliavo presto, guardavo l’alba dalla finestra in corridoio che accendeva le nuvole facendole diventare guance rosa.

Adesso ci ritroviamo catapultate lontano a percorrere traiettorie che mi ricordano le scie di fumo lasciate dagli aerei quando cerco un dio dentro il sereno.
Dove ci porteranno queste strade nuove che non possono essere percorse all’indietro?

La luna piena fa piovere i bambini, oggi Lucia è diventata madre.

Ci salutiamo da distanze crescenti, nel nostro universo chissà che non ci perdiamo.

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5 pensieri su “Big Bang

  1. "santa Lucia, per chi ha due occhi e un cuore che non basta agli occhi"
    bellissimo post 🙂 scrittura luminosa e piena, come la nuova luna

    Giulia

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