Uno spettacolo

In spiaggia sette anni fa ho conosciuto uno che ho sospettato subito. Vorrei fare l’attore, mi aveva detto. Io la scrittrice gli avevo risposto. Quando la sera abbiamo cantato al karaoke davanti a una platea di crucchi ammollati a bordo piscina ho capito che probabilmente ci sarei potuta andare d’accordo.
Riassumo così i nostri sette anni: io ho continuato a scrivere, lui a recitare. Si è diplomato all’Accademia del Verdi e poi è diventato regista. Questo novembre ha debuttato allo Stabile del Veneto, insomma in spiaggia nessuno dei due aveva raccontato cazzate.
Non mi ricordo bene come me l’abbia chiesto. E nemmeno voglio tirarvela tanto lunga. Siamo andati a fare colazione una mattina calda che io avevo i capelli corti e una canotta a righe arancioni.
Facciamo uno spettacolo insieme, mi dice, scrivi qualcosa di bello e poi io lo metto in scena.
Lo sospetto ancora, perché al teatro credo fino a un certo punto, ho sempre preferito il cinema. Lo stesso pomeriggio però sotto la doccia mi viene un’idea geniale: ho la storia, sicché accetto. Gli dico, va bene, basta che tu mi compri il vestito da mettere alla prima (Lorenzo, te lo ricordo).
Lui mi dice, ok.

E insomma, scrivo lo spettacolo che non ho nessuna intenzione di raccontarvi perché assolutamente dovete venire a vederlo.
Segnatevelo, sabato 18 gennaio ai Carichi Sospesi di Padova, un teatrino piccolo piccolo ma davvero all’avanguardia, esce Il ciclo di Ilaria Vajngerl e Lorenzo Maragoni.

Ecco solo a dirvelo mi prende l’agitazione.

A recitarlo sarà una sola attrice, Laura Serena. E’ veramente bravissima e non lo dico perché recita quello che ho scritto, cioè, anche. Diplomata al Piccolo di Milano, è impegnata in diversi lavori, recentemente ha recitato in Sior Tita Paron, uno spettacolo dello Stabile del Veneto che rinfresca e vivifica la drammaturgia dialettale, che finalmente non è più un fardello noioso per leghisti nostalgici, ma una vivace messa in scena che coinvolge e diverte senza sapere di stantio.

Quando l’ho conosciuta mi è piaciuta subito. E ragazzi, si è formato un trio che concedetemelo, spacca i culi. Ci capiamo alla perfezione, siamo diventati degli ingranaggi di una macchina che cresce. Per me che scrivo è emozionante vedere un personaggio prendere vita, è come aver fatto nascere una persona.

Ovviamente sono anche terrorizzata, continuo a sognarmi che qualcosa vada storto, magari Laura si dimentica le parole oppure crolla il palco, ma Lorenzo mi ha detto che è normale, benvenuta nel mondo del teatro.

Ecco dunque, mi appresto a concludere.

Parenti, amici, conoscenti e amati lettori. Siete tutti invitati sabato 18 gennaio 2014 alle 21.30 a vedere Il ciclo. Io, Lorenzo Maragoni e Laura Serena vi aspetteremo ai Carichi Sospesi di Padova, per il primo nostro spettacolo, insieme. Prenotate il biglietto.

Noi intanto incrociamo le dita, che dio ce la mandi buona.

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7 pensieri su “Uno spettacolo

  1. Ilaria, la strada è impervia, ma sono sicura che arriverai in alto. Per ragioni logistiche non potrò venire a teatro, ma ti mando molti auguri per un anno pieno di soddisfazioni. Berenice
    P.S. Ti ho aggiunto ai miei (pochi) link segnalati nel mio blog; la tua scrittura è di quelle che consolano e mai ridondante; e siccome sono una stronza superba (diceva la mia nonna bellunese)….

  2. Berenice grazie! Ricambio con affetto i tuoi auguri e ti dico: probabilmente lo spettacolo verrà filmato, visto che sei lontana, se vuoi faccio in modo di fartelo avere! Cosa ne dici?
    Un abbraccio e buona continuazione!

    Ila

    Ps. Hai un bel libro da consigliarmi che in libreria in questi giorni non trovo niente di interessante?

  3. A me è piaciuto molto "Le vite degli altri" di E. Carrère… Magari lo trovi anche in biblioteca.
    Sì, se fate un video, magari puoi mandarmelo con Wetrasfer. Mi piacerebbe molto!

  4. Ah, a proposito… stasera ho visto "Molière in bicicletta", e ho scoperto leggendo i titoli di coda che Emmanuel Carrère ha contribuito alla sceneggiatura. Infatti lui è sceneggiatore, prima di tutto. Perciò aggiungo al precedente questo consiglio: guardati questo film, se lo trovi in giro! E' delizioso e fa venire proprio voglia di rileggersi il "Misantropo" (terzo consiglio). Ora la smetto. Ciao, B.

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