Due di uno

C’è un uomo che cammina per le strade sempre vestito da festa. Le camicie sono pulite, tutte perfettamente stirate, l’impermeabile è abbinato al colore dell’ombrello, che è abbinato al colore che ha la pioggia da queste parti. Grigio tristezza. I capelli gli sono caduti, quando è troppo freddo indossa un berretto scuro, come gli occhiali da sole, piccoli e rettangolari, potrebbe fare il preside. 
Invece cammina tutto il santo giorno, entra in libreria senza mai comprarsi nulla. Succede così, tutte le volte. 
Prendi un thriller, dice prima.
I thriller poi non ti fanno dormire. Predi De Carlo, si risponde.
Una commessa gli si avvicina sorridente, gli offre aiuto.
Lui la ringrazia e dice che non serve, comprerà Due di due, non c’è dubbio. La commessa cerca in best seller il libro della Bompiani, versione economica. Solo che improvvisamente il signore cambia voce, non se ne parla, esplode, io voglio un thriller, signorina, mi dia qualcosa di nuovo.
La ragazza cerca in pedana, gli porge un libro con la copertina nera e il titolo in rilievo. Poi se la fila.
Guardiamo l’uomo tenere in mano i due tomi: De Carlo sulla sinistra, Terry Hayes sulla destra. Se ne resta immobile, a fissarsi le dita che stringono i volumi. Ha unghie ben curate. 
Penso, ecco, adesso il corpo si divide a metà e ciascuna va per la sua strada. 
Invece no. 
Poggia i libri in un angolo nascosto del settore romanzi a sfondo storico. Poi esce, prende l’ombrello, e ricomincia a camminare.
A essere in due in un corpo solo si legge poco e ci si sente soli.
Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *