Cedils, parte seconda

Dopo aver scritto il post sul Cedils sono stata contatta da diversi lettori che volevano ulteriori informazioni sul certificato per insegnare italiano agli stranieri.
Si lavora? E’ utile? Serve all’estero?
Ecco cosa mi è successo.
Subito dopo aver ottenuto il certificato vengo contatta da un ente di formazione accreditato dalla Regione Veneto. 
Mi propongono di insegnare ai lavoratori stranieri in difficoltà per il progetto “Interventi di politica attiva per il reinserimento, la riqualificazione, il reimpiego dei lavoratori del sistema produttivo colpiti dalla crisi economica”
Il progetto è finanziato dal Fondo Sociale Europeo, quindi si va sul sicuro: 18 euro l’ora pagati con ritenuta d’acconto.
Mi spiegano che però i soldi arriveranno dopo sei mesi, perché l’Europa deve pagare la regione, che deve pagare l’ente, che deve pagare il dipendente.
Ok, dico io, insegnerò comunque, voglio farmi esperienza e per sei mesi posso anche aspettare.
Era il novembre 2012.
A marzo 2014 dei soldi neanche l’ombra. 
Mi decido a chiamare in Regione parlando direttamente con il responsabile dell’ufficio che gestisce la contabilità e i finanziamenti dei progetti in questione. Mi rassicurano: tutto regolare, è la regione che effettivamente non ha ancora pagato gli enti, al momento non c’è liquidità, forse quest’anno ci sarà. Chi può saperlo.
Chi può saperlo??? 
Ora, per fortuna io avanzo solo un migliaio di euro, ma mi dico: porca eva, se lavoro all’interno di un progetto salvagente, che va a tamponare i danni di una crisi economica, con quale faccia non paghi chi ha lavorato al suo interno?
All’epoca avevo 26 anni e i miei genitori provvedevano al mio totale sostentamento. Alcuni miei colleghi erano però signori con famiglia, che facevano un numero elevato di ore per portarsi a casa i soldi con cui mantenere figli e mogli. Come avranno fatto loro?
Grazie a dio ci sono gli alunni, loro riescono a rendere l’insegnamento un’esperienza bellissima nonostante tutto.
Per il resto l’Italia mi sembra diventata il regno di Fantasia de La storia infinita, il nulla che avanza divora il buono e lascia solo amarezza.
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2 pensieri su “Cedils, parte seconda

  1. Ogni volta che dei fondi arrivano in Regione Veneto si fermano e rimangono bloccati per mesi, anche anni, col rischio di veder scadere il finanziamento senza averlo mai utilizzato. La tua stessa esperienza e' quella di tanti altri aspiranti borsisti e contrattisti, che intanto lavorano perche' "i soldi arriveranno", ma anche dell'universita' stessa, che deve posticipare ogni anno l'inizio di alcuni corsi perche' la Regione non sblocca i fondi per pagare i professori. E i soldi destinati alle borse di studio per studenti universitari, che dovrebbero semplicemente transitare in Regione e per diversi anni sono scomparsi (magari per finanziare qualche sagra della salsiccia)? Poi si sa che da noi si liquida tutto con "Roma ladrona", "Europa assassina" e si va a votare in massa per l'indipendenza.

    Alda

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