La perfetta coniugazione.

Ristorante, fase premestruale.

Eri, ultimamente, non so, mi sento strana. Insoddisfatta credo. Anzi no, ho paura. Uscire di casa mi spaventa tantissimo, perché sai, comincio a confrontarmi con l’idea di eternità. E mi domando, riuscirò a stirarmi le camicie, condividere un bagno con Marco -che diventerà più suo che mio- prendermi cura di me stessa e degli altri per tutta la vita che mi rimane? Se ci pensi non ho ancora trent’anni, e per la prima volta mi sento così giovane, che fretta c’è?
Per sempre è per sempre. E infondo a casa mia sto benissimo. I miei li adoro.
E poi.
Come farò senza tutti i miei animali e senza il giardino? Perché lo sai, a me piace vivere con le bestie e in un mini-appartamento potrei tenere al massimo un canarino.
Marco è allergico ai gatti. Ho già pensato che dovrei comprarmene uno senza il pelo e sono orribili, mi è venuto da piangere.
Erika, non sono mammona, non dire così. E’ solo che sono un po’ in crisi. 
Anche con me stessa, credo.
Mi chiedo, come farò a trovare il tempo per scrivere con un lavoro e una casa da gestire? Ho pensato anche che forse una famiglia non è il mio destino, perché se non scrivo muoio. Mi sa che vivrò in un letamaio.
Ti dico, a me non pare proprio di ingigantire i problemi, anzi.
Però sono  anche stufa dei passatempi del cazzo. 
Tipo, ok che andiamo al bar e a negozi. Ci sta. Ma insomma a un certo punto basta, mi annoio. Ci sono anche altre cose belle nella vita. Tipo i nostri amici. Secondo me li vediamo troppo poco e anche questa cosa mi terrorizza.
Passare una vita vedendo soprattutto gente del paese, ok ci divertiremo un sacco, ma capiamoci. Io sento la mancanza dei nostri amici intellettuali. Lo sai come sono. Mi piace parlare di libri, di cinema, di scrittura. Ho bisogno di discuterne, altrimenti soffro. E mi sento male, perché tradisco la mia natura…
E a questo punto prende la parola santa Erika, che mi ha ascoltato con la pazienza di una martire, bevendo sorsate di Sprite e attorcigliando una ciocca di capelli con le dita.
Amica, mi dice, stai tranquilla, te la sei sempre cavata benone, stai solo diventando adulta. E poi sulla scrittura che problemi ti fai? Uno, intellettuale, o lo è o non lo è.

E’ allora che dio mi punisce. Probabilmente anche lui ne aveva le palle piene di sentirmi blaterare. La guardo negli occhi e con aria saccente le rispondo, bè, Erika, è ovvio: io lo è.
Ecco.

Credo che per me sia arrivato ufficialmente il momento di starmene zitta, meglio tornare a scrivere, che dopo un mese sabbatico questo blog è cominciato a mancarmi davvero.

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2 pensieri su “La perfetta coniugazione.

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