Milano

Dentro le pozzanghere di Milano ci sono suole sporche e condomini depressi. Tutti i viali fuori dal centro mi sembrano uguali, lunghi e anziani, ci vorrebbero un paio di giornate di sole a incendiare le foglie e invece la pioggia le abbatte incollandole sui tram e sui marciapiedi che percorro.
Ho paura.
Non ho abbastanza tempo per imparare a orientarmi, a Milano ci venivo per le gite in centro e per svuotare il portafogli a Pasquetta, ho creduto troppo presto di saperla capire e invece mi sono persa due volte e mi sono sentita tradita.
Prendo il novanta, mi siedo dietro a un paio di cinesi, andiamo verso il Naviglio Grande.
Leggo i muri, che passano veloci e mi raccontano le strade: la crisi c’è più della figa. Sale una donna con l’impermeabile che le arriva alle ginocchia. Chiede ad ogni fermata se qualcuno le vuole vendere un accendino, nessuno le risponde, lei ci guarda negli occhi e sbuffa. Poi ci domanda se siamo tutti salutisti o solo degli egoisti seduti vicini.
Ci guardo e di sicuro siamo tutti piuttosto brutti, coi capelli crespi e il viso sporco di metropolitana.
Penso che mi mancano i posti in cui sono cresciuta, i paesi con solo una chiesa e un paio di bar, la provincia.
Vedo delle biciclette appese sui balconi al quarto piano.
Prima dello spettacolo metto un maglione rosso, che mi protegga dal malumore e dalla sfortuna.
Va tutto come dovrebbe.
Quando entriamo in autostrada è mezzanotte e ho stretto tante mani di persone che mi dimenticheranno in fretta.
Vedo l’hotel delle cose e penso che una città in cui gli oggetti hanno bisogno di un albergo sia un posto che riuscirò ad amare soltanto quand’è passato.
Condividi:

Un pensiero su “Milano

  1. Ci sono anche scorci bellissimi, piccoli angoli poveri e svelati, cuori felici, neon gelidi che abbracciano vite che resistono. Una sera, tornando dal corso di fotografia, ho viaggiato per mezz'ora su un tram, vecchissimo ed elegante, con i sedili di legno lucido e i piccoli lampadari di vetro, dalla luce traballante. L'unico modo per amare Milano è esserci nati.
    B.

    Ah, si dice "la 90". Solo i tram sono maschili… Il 4, il 27, il 15… La 57 e la 54 sono autobus.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *