Le cose

Iniziato il Tfa mi sono chiesta se raccontare ogni porcheria che ci capitava qui sul Pesce, ho deciso di non inquinare ulteriormente i pensieri, ogni giorno sempre un po’ più grigi.
Vomiterò tutto alla fine, a luglio, non vedo l’ora di liberarmi lo stomaco.

Da gennaio la mia vita è programmata al millesimo di secondo. 
Lo odio. 
Casa, ufficio, autostrada, aula, autostrada, studio, letto.
Mi ritaglio spazi angusti per continuare a coltivare le cose in cui ho sempre creduto: Marco, gli amici, i libri, la scrittura. Di shopping terapeutico ne faccio sempre meno, qualche ombretto ogni tanto, i soldi mi servono per pagare l’affitto e la benzina, dicono che crescere sia soprattutto questo.

Ho voglia di vita semplice, di dormite fino a mezzogiorno, di sandali, di sudore, di appuntamenti presi senza guardare l’agenda.

Porta pazienza, mi dicono, passerà. E passerà, lo so anch’io che passerà. E’ solo che il tempo sprecato non ritorna più e io non mi riesco ad abituare, perdere le cose e far finta di niente. 
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2 pensieri su “Le cose

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