Cinque stelle

Per spegnere le sigarette usavano un braccio di bambino, il loro. Così il figlio è stato affidato a una nuova famiglia, che accoglie tutti quelli che sono nati nel posto sbagliato. Solo che Giovanni è stato posacenere per troppo tempo e i suoi genitori ha cominciato a vederli nei corridoi anche se loro l’avevano dimenticato subito, come succede coi soprammobili che non servono più a niente.
Scappa in continuazione Giovanni, passa da una stanza all’altra perché non riesce a legarsi più a nessuno. I giochi, le parole, gli altri ragazzini gli scivolano dagli occhi e colano per terra, a cosa serve la giovinezza  se non puoi essere felice?
Giovanni esplode di rabbia all’improvviso distrugge i mobili, spinge le persone, strappa i fogli su cui disegna biglietti aerei di sola andata per una città che si è inventato e alla quale pensa spesso.
Giovanni mi mostra il sito di una catena di alberghi super lusso che porta il suo cognome. Cinque stelle si nasce c’è scritto in apertura. Ormai il virtual tour lo conosce a memoria, mi fa vedere la piscina, la sala da pranzo con le sedie dorate, l’area relax e il cinema con le poltrone di pelle bianca. 
Ha lo sguardo fisso sullo schermo. Scarichiamo il listino prezzi e lo stampiamo, cerchiamo le foto del centro benessere, poi torniamo alla home e riappare la scritta.
Vedi, mi dice, cinque stelle si nasce, io invece sono solo un disabile. 
Non so cosa rispondergli, lui si alza e cambia stanza.
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