Ripetizioni

Paolo Nori è uno dei miei autori rifugio. Compro i suoi libri quando ho voglia di non essere delusa. Questa settimana ho letto La piccola Battaglia portatile e A bologna le bici erano come i cani. I titoli li avevo scelti perché erano gli unici dell’autore sullo scaffale della libreria.

Il primo libro racconta di Battaglia, la figlia di Nori, e io non l’avevo mica capito, all’inizio, che il libro parlasse di cose vere. Ogni tanto mi capita, quando leggo e anche quando parlo, di invertire le lettere di una parola o le cifre di un numero. E lunedì, quando mi ero guardata la biografia dello scrittore avevo letto che fosse nato nel 1936. Quindi avevo calcolato che Nori dovesse avere circa ottant’anni e mi ero detta che era proprio realistico il modo che aveva di raccontare una paternità che in realtà doveva essere al massimo una nonnità, visto che la bambina di cui parlava era nata negli anni duemila. Mi ero cercata le sue foto in Google e mi era sembrato un vecchietto arzillo, forse un po’ più muscoloso di quanto sospettassi.
Paolo Nori in realtà è nato nel 1963.
Questa cosa l’ho scoperta quando mercoledì ho iniziato a leggere A bologna le bici erano come i cani e l’occhio mi è caduto sull’aletta alla fine del romanzo.
Ecco. Vi racconto di questi due libri perché, per la prima volta, mi è successo di trovare interi paragrafi del primo, riportati pari pari nel secondo.
Questa cosa all’inizio mi infastidiva da morire. Perché scrivi cose che mi hai già detto? Mi pareva di esser stata fregata da uno scrittore che voleva infilare aneddoti della sua vita privata in ogni suo lavoro (anche in La banda del formaggio, già che ci pensavo, c’erano alcune parti che raccontavano  gli stessi dettagli della stessa bambina).
In realtà poi, spegnendo i bollori che mi esplodono dentro quando qualcosa non mi convince, la situazione si è ribaltata. Leggere Nori è diventato come stare con qualcuno che conosci, che ti racconta cose nuove e ogni tanto aggiunge particolari che sai anche tu e che quindi condividi con l’autore. Così ti ritrovi a pensare, ah, già, mi ricordo che me l’aveva detto! Diventa una specie di lettura famigliare accogliente, come lo è mia madre quando mi racconta le avventure che ha vissuto quando io non ero nata.

Per concludere, La piccola Battaglia portatile e A Bologna le bici erano come i cani sono due libri che, in sostanza, vi consiglio. Nori scrive bene, non promette niente che non riesca a dare, in più è allegro e mette il buon umore.
Ecco, magari non fate come me, prendete un libro alla volta, leggetene uno in primavera e l’alto in autunno. Però, mi raccomando, leggeteli.

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