Aprile

E insomma. Da quando è uscito il concorsone sono sempre sui libri, libri antipatici, da imparare a memoria. Faccio fatica a concentrarmi, se ci riesco arrivo a sera intristita. Così il giorno seguente lascio stare, dopo il lavoro pulisco casa, esco con il cane pur di sentirmi allegra, almeno un  po’.

La notte arrivano i sensi di colpa e mi sveglio di soprassalto col cuore che batte velocissimo, pensando alle cause della Grande Guerra o alla didattica inclusiva,  a colazione mi viene da vomitare. Aspetto il week end come si aspetta il natale, la mattina dormo a lungo, telefono agli amici che mi fanno stare a galla.

Mi dico che è una tortura, dopo l’abilitazione, studiare ancora in questa maniera, basta, dovrebbero proibirlo.

Poi arriva il lunedì, preparo la borsa e torno a scuola. I miei studenti mi salutano con le facce allegre e le caviglie scoperte, prof, mi dicono, come sta?
E guardandoli rispondo che sto benone, loro non lo sanno, ma davvero mi fanno riprendere il respiro, mi ricordano che la ragione della mia fatica e una ragione bella. Fanculo al resto, in qualche modo si farà.

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