Readvolution

Lo scorso marzo ho comprato il Kindle.
Ci sono voluti un bel po’ di anni e un trasloco per convincermi. Nella mia casetta lo spazio è un bene prezioso e finito, abbiamo libri sparsi in tutte le stanze, un po’ qua un po’ là. Quando ho pensato di montare una libreria anche in bagno, il grillo parlante che ogni tanto mi fa ragionare si è messo a bisbigliare che forse il provare ad abbandonare la carta poteva tornarmi utile. L’ulteriore spinta di un’amica, accanita e fidata lettrice, mi ha convinto a tirar fuori la Mastercard.

Quando ho letto il primo romanzo sul mio nuovo Paperwhite ho avvertito per tutto il tempo una sensazione di mancanza. Leggere in digitale, mi dicevo, è un po’ come amare qualcuno che è andato in Erasmus. Gli vuoi bene, ma ti manca il corpo, la sensazione che ti dava guardargli il viso e toccargli le mani. Durante tutto il periodo universitario ho fatto la libraia e ho imparato che la fisicità di un libro -il suo peso, il colore della copertina, l’odore delle pagine- non è meno importante del suo contenuto. Io ad esempio ho una passione per certe grafiche pulite di Indiana e Minimum fax, o per l’eleganza della collana Experience di Mattioli 1885. Infondo succede anche con le persone, si conoscono più volentieri quelle con un bel viso, se poi si scopre che sono pure simpatiche tanto meglio.

L’istinto a mollare il Kindle e a scappare in Ubik all’inizio è stato fortissimo; siccome mi conosco da trent’anni so quando è il caso di non darmi assolutamente ascolto. Per abituarmi ad una grossa novità ci impiego un paio di settimane, così mi sono imposta di leggere tre romanzi e solo al quarto trarre le mie conclusioni.
Ormai sono arrivata al decimo.

Usare l’e-reader mi piace tantissimo.
L’esperienza di lettura è ottima, anche perché posso personalizzarla cambiando la dimensione del carattere e l’intensità dell’illuminazione a seconda di quanto sia stanca. Se poi sono a letto vicino a qualcuno che vuole dormire posso lasciarlo ronfare in santa pace e leggere quanto voglio senza dover accendere la luce sopra il comodino (il kindle fa bene per appianare i litigi notturni!)
Gli e-book, oltre a farti risparmiare spazio ti portano pure un risparmio economico, nel mio caso abbastanza consistente, se pensiamo che mediamente un libro digitale costa la metà di un libro di carta.
Credo che il mio Paperwhite sia diventato uno di quegli oggetti di cui sono gelosissima e che non lascio toccare a nessuno, come il cuscino o il pc. Me lo porto dappertutto e mi piace l’idea di avere in borsa non un solo libro, ma tutta un’intera biblioteca.
Tra l’altro, con la scusa che compro gli e-book, non ho più il patema di prestare un libro quando qualcuno me lo chiede, prima soffrivo come mi stessero domandando un rene, adesso il problema non si pone proprio.
Anche il Kindle poi ha una sua fisicità, mi piace passare il dito sullo schermo che è poroso e opaco come la pelle in primavera.
E ancora: posso comprare subito le ultime novità, leggendo un estratto prima di procedere con l’acquisto; se mi accorgo di esser incappata in qualche ciofeca posso rimandarla indietro oppure sentirmi meno in colpa perché tanto è costata poco.

In sostanza. Se siete lettori accaniti e state pensando di comprarvi un e-reader fatelo: sarà una piccola rivoluzione, ma il piacere di leggere non ve lo toglierà nessuno, né il piacere di andare in libreria, ricordatevelo. Perché, me lo dico sempre, avere un Kindle non preclude il poter andare a far una scorpacciata di libri in Feltrinelli quando sale la voglia, carta o schermo, infondo l’importante è leggere sempre.

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