Lo scaldabagno

Come sei piccola le dicevano sempre, sei davvero graziosa. Suo marito poi, la notte le baciava i piedi, sei la mia bambina, le ripeteva, e lei si sentiva preziosa.
Quando la pancia aveva cominciato a diventare rotonda tutti volevano posarci sopra la mano, il tuo bambino ci porterà fortuna, le ripetevano.

Un uomo al lavoro le offriva la colazione solo perché era un uomo gentile. Non ho mai amato mio marito gli aveva detto un giorno, portami via, insieme saremo felici.

L’uomo gentile non era riuscito a scappare distante per paura di essere scortese. Ormai sei una madre, le aveva detto, come ti vengono certi pensieri?
Più passavano le settimane più la donna piccola somigliava a uno scaldabagno. Il suo ventre si era fatto pesante, come sei gonfia le dicevano tutti, il tuo bambino nascerà in salute.
Lei indossava i vestiti scollati per mostrare i seni turgidi all’uomo gentile. Lui vedeva solo una pancia enorme su un corpo minuto, chissà che scoppi, si era ritrovato a pensare.

Solo suo marito aveva continuato a baciarle i piedi -che non stavano più nelle scarpe, senza tacchi pareva ancora più tarchiata- sei la mia bambina, le ripeteva. Lei gli carezzava la testa senza smettere, come a consolarlo del suo amore sprecato.

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