Sclerodermia

Le cose belle sono tantissime, le cose brutte ultimamente sono diventate più evidenti. Mi sforzo di far finta di niente, di non avere paura a stare nei posti affollati, ma fatico a non avere pensieri fragili.
La rabbia, ad esempio, la tengo a bada e la trasformo in cinismo, altro che inglese, presto ci toccherà fare un corso di arabo. Mi sarebbe piaciuto davvero impararlo, per viaggiare in quei paesi in cui i monumenti sono pieni di ghirigori e il caldo è così forte che sembra darti una pacca sulla spalla.
Dodici anni fa ero a Istanbul, di passaggio. Nel Gran Bazar gli uomini mi fermavano per vendermi gli orecchini -a poco prezzo, urlavano, perché avevo gli occhi azzurri, ma lo dicevano a tutte- c’era un gran casino e io mi divertivo a contrattare. Mi ero ripromessa di tornaci e di rimanerci, per guardare le cose con calma, parlare con la gente, entrare nelle moschee.
Le persone con cui parlo qui liquidano quello che sta succedendo con frasi di circostanza. Riconosco lo stesso qualunquismo collettivo di quando c’era Berlusconi: ci si informa poco e male, ci si scandalizza solo quando ce lo suggerisce la stampa, che ultimamente trova più gusto ad allarmare piuttosto che a informare. La nostra pigrizia di cittadini la stiamo pagando e la pagheremo cara. Perché quello che ci sta arrivando addosso -Trump, Erdogan, Brexit, IS-  è il frutto disgraziato di germi malati, che abbiamo trascurato perché ci siamo sempre considerati immortali. Invece le nostre scelte avevano delle conseguenze. La troppa sicurezza ha portato l’ignoranza e l’ignoranza ha fatto avanzare il male, che oggi ha preso tante forme. Ci penso sempre prima di dormire, a come sarà fra cinque anni – i bambini che stanno per nascere saranno già all’ultimo anno di asilo – se viaggeremo ancora, se ricominceremo a costruire piuttosto che distruggerci. Finisce che mi viene l’insonnia e mi tocca trasferirmi sul divano.
Mi ricordo quando aspettavo mia nonna dopo la dialisi, le rubavo le marmellate che le davano le infermiere per riprendersi, aveva la sclerodermia.
Ecco. Mi sembra che anche l’Europa oggi sia affetta da una gigantesca malattia autoimmune, che sta facendo impazzire il nostro organismo, rendendoci vulnerabili, pericolosi per noi stessi e gli altri.
Non so se esista una cura. Morire, si morirà tutti, prima o poi. Però sarebbe bello farlo senza paura, stando tutti vicini.

Condividi:

Un pensiero su “Sclerodermia

  1. Ciao Ilaria ho ancora una cartolina che mi mandasti dalla Turchia e ricordo pure quello che mi avevi scritto, che era pieno di spagnoli che avrei potuto sfoggiare il mio! che ridere quanti ricordi, da quanto tempo non ti vedo ! comunque la violenza dilaga e ora la paghiamo davvero, si sono d’accordo con quello che dici, la pagheremo cara la nostra pigrizia e la nostra indifferenza e tuttavia, come sempre accade in queste situazioni, o almeno, ancora di più da quando le guerre le subiscono soprattutto i civili, a pagare sarà la gente come noi, i poveracci e certo pure i coglioni e in tutto ciò qualcuno ci guadagna e molto e intanto la gente muore ammazzata nell’ignoranza più totale, da una parte come dall’altra, anzi s’ammazza pure a vicenda delle volte, quando invece condividiamo una grande miseria al servizio di chi dovrebbe pagare un conto alto e invece incassa. La cosa triste è che mi viene sempre in mente un’immagine che mi portava sempre una persona, a cui ho voluto molto bene, quando ero arrabbiata, perchè al lavoro ( e all’epoca facevo un lavoro di merda) le colleghe ci facevano tremendi dispetti ma tremendissimi proprio ed eravamo tutte sfruttate e sottopagate e mi citava Manzoni allora, che la gente quando si sente minacciata e oppressa non si aiuta anzi, fa come le galline di Renzo: s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”. Purtroppo mi rendo conto che è spesso così tuttora, al lavoro e anche fuori ma, fortunatamente, non vale così per tutti e non tutti sono malvagi o infinitamente bassi e stupidi e io ho fiducia che guariremo da questa nostra terribile malattia, forse no ma, in fondo, io ci spero, con poco ottimismo ma, ci spero. un grande abbraccio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *