Gli altri

Vi racconto che quando si sta bene il tempo vola. Mi sembra passato un giorno dall’altra settimana. Così ho deciso che i bilanci li faccio ora, che non ho una visione oggettiva delle cose, in modo da dare un’impronta ottimista a quest’anno che fino all’ultimo è stato in salita.

A ottobre dopo il concorsone cadevo a pezzi. Il mio equilibrio era stato completamente stravolto da ritmi infernali che mi avevano strappata alle cose che mi davano forza. Non mi sono mai goduta la vittoria, che al posto di un trionfo aveva lasciato un vuoto improvviso.

2016 per me è stato sinonimo di fatica, ma è stato soprattutto sapermi ricomporre riuscendo a incasellare tessere di Ilaria che prima non combaciavano con niente. Una persona cara mi aveva detto che se fossi riuscita ad accettare anche altre prospettive, oltre la mia, si sarebbero moltiplicate le soluzioni con cui risolvermi.

Ho ballato davanti a degli sconosciuti, sono salita su un paio di palchi senza svenire, ho messo da parte l’orgoglio per recuperare alcuni amici persi per strada, ho comprato il Kindle, ho accettato il calcetto anche il martedì, mi sono iscritta a meditazione, ho cambiato parrucchiere, ho letto Bolano, mi sono comprata la mia prima stationwagon.

L’anno nuovo di sicuro mi porterà nuove paure e mi farà scoprire nuovo coraggio. In questi mesi ho smesso di credere di non avere mai bisogno degli altri. A tutti quelli che mi hanno aiutata e che si sono lasciati aiutare mando una pacca sulla spalla.  Vedrete che faremo andare bene anche il 2017, basta stare vicini.

Tutte le soluzioni che cercavo siete voi.

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