Arrivederci

Cara Italia,

oggi ti odio. Perché è la seconda amica che mi fai perdere, perché hai fatto tutto il possibile per non volerla e lei giustamente ha detto basta, io vado più lontano che posso dove qualcuno sappia riconoscere quello che valgo.

La mia amica vale molto. Mi rimprovera quando sbaglio o quando sono troppo spavalda. Io l’ho sgridata tutte le volte che non si è ribellata – ha sempre peccato per eccesso di zelo –  ti è stata troppo fedele anche quando tu la prendevi a pesci in faccia e lei avrebbe dovuto mandarti a fanculo.
Ma la mia amica le parolacce non le dice, parla sottovoce di scienza e batteri. Ogni tanto mi racconta qualche aneddoto sui parassiti, perché mi piace sapere come crescano dentro il corpo e come si moltiplichino orribilmente. Ha lavorato nei laboratori dei tuoi ospedali senza chiedere mai nulla, ogni tanto tu le hai fatto l’elemosina, una borsa di studio lasciata indietro dai tuoi raccomandati, più spesso l’hai lasciata a pancia vuota.
Così è finita.

Cara Australia,

dalle i soldi e dalle il sole. Dalle i complimenti che qui le hanno negato. Fa’ che il riconoscimento sia una conseguenza del merito. Dalle il coraggio per scoprirti e per scoprirsi. Dalle nuovi amici, che altrimenti a stare troppo coi topolini bianchi non si disabitui a sorridere alle persone. Fa che riesca a lasciarsi andare e a lasciarci andare. Che si guardi indietro senza rimpianti e che senta la nostalgia soltanto quando piove. Trasformati in casa, ma falla tornare ogni tanto.
Noi l’aspetteremo come si aspettano le cose belle, l’estate, il natale, un regalo.

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