I barbari

Chi non ha un’auto costosa ha un’auto truccata. Li sentiamo arrivare da lontano, i bassi spaccano la quiete e creano un varco: eccoli. Entrano nel parcheggio sgommando, si alza la polvere perché l’estate sta bruciando anche la terra. Sono maschi, tutti quanti. Si siedono ai tavolini e chiedono una birra. Anche il loro odore è prepotente. Entra in casa senza invito, schiuma da barba e profumo da rimorchio.
Cosa facciamo questa sera?
Andiamo a puttane. Cosa dici?
Ok, però le prendiamo per strada, che quelle del night costano troppo.
Sei senza soldi?
No, ma alla fine un buco vale l’altro. Tanto vale spendere poco.
Decido che la spazzatura può aspettare, accendo la televisione per non sentire. Penso a tutti gli uomini gentili che conosco, ma il medioevo mi sembra vicinissimo. Ridono, ogni tanto qualche rutto. Dicono che questo week end andranno a Sottomarina – sole e mojito, mare e mojito, frittura e mojito – chissà che magari non si becchi pure un po’ di figa.
Rumore di bicchieri, un altro giro. Li spio dalla finestra, mi aspettavo pance larghe e ascelle sudate. Invece avranno poco più di vent’anni. Cosa troveranno quei ragazzi che al posto delle ragazze cercano buchi?
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascevano i fior.

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