Leggere con Nina

Riuscire a leggere con una bimba di tre mesi che ha il mio carattere non è cosa semplice. Dorme poco, vuole attenzioni, è iraconda: i primi quaranta giorni sono stati una tragedia. Pian piano però le cose son cominciate a migliorare, la notte riesco a riposare, così di giorno non crepo di sonno sulle pagine dei libri. Ho imparato che il momento buono è quando Nina ha la bocca piena, così allattare è diventata una maniera per tornare per un po’ alla vecchia me stessa.

Un mese fa sono piacevolmente incappata nella raccolta Dal tuo terrazzo si vede casa mia di Elvis Malaj. Quando si ha poco tempo si vuole spenderlo bene, i dodici racconti di Malaj sono stati un investimento fruttuoso. L’autore, classe 1990, vive in Italia, ma è nato ed ha vissuto i suoi primi quindici anni in Albania. Il dato biografico è importante perché traspare nelle storie che racconta, ci sono gli albanesi, ci siamo noi italiani e c’è tutto quello che nasce dal loro incontro. I personaggi creati da Malaj hanno un carattere complesso – attenzione, non complicato – danno al lettore esempi di identità stratificate, che risolvono con originalità e compromessi sempre diversi il possibile dissidio fra cultura d’origine e il presente entro cui sono immerse. Il linguaggio è diretto, preciso, così l’immaginario di Malaj arriva con una potenza evocativa immediata, che coinvolge e raramente annoia. I racconti sono belli e imprevedibili e, anche se non ci somigliano, mi hanno ricordato i pezzi di Matteo Galiazzo: era ed è sincero lo stupore che colpisce alla fine di ogni storia. A mio avviso Malaj è da tenere d’occhio, perché è uno capace, che non ripropone la solita minestra. Bravo.

Devo ringraziare poi Keller Editore se in queste settimane ho potuto scoprire un autore ceco delizioso, Ota Pavel. Come ho incontrato i pesci e La morte dei caprioli belli sono due romanzi meravigliosi. L’umanità e la natura fioriscono tra le pagine, le campagne e i fiumi praghesi sono raccontati con una voce allegra, che riesce a mantenersi lieve anche quando le brutture della seconda guerra mondiale entrano nel mondo del protagonista. Pavel ha avuto una vita ricca con un finale inaspettato, la malattia sarà determinante per i suoi due lavori, che in qualche modo perdonano l’uomo e le cose che non vanno. In Pavel ho trovato i boschi e gli animali, l’acqua e la notte, il buon umore quando si dovrebbe piangere.

Conludo questo post, che ho scritto in più riprese nell’arco di tre settimane, a gambe incrociate e con Nina nel mezzo. La più bella delle speranze e di poter tornare a scrivere ogni giorno non nonostante la mia bambina, ma con lei e grazie a lei. Ce l’abbiamo fatta!

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2 pensieri su “Leggere con Nina

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