E poi…

E poi c’è stata quella volta in cui volevamo due bicchieri di latte, ma eravamo bambine, in Grecia, e mia madre, l’unica che parlasse inglese, era andata in bagno.
Che problema c’è, aveva detto mio padre. Faccio io. Infondo ho fatto il classico, καλὸς καὶ ἀγαθός e tutte quelle robe lì.
E insomma l’avevamo aspettato fiduciose, perché non avevamo ancora visto il suo compito di quarta ginnasio che mia madre avrebbe ritrovato qualche anno dopo in soffitta, con un 1 scritto con la matita blu: voto grave, massima ignoranza.
Aveva snocciolato disinvolto non so che parole al barista, che evidentemente non era colto come lui ed era rimasto immobile a guardarlo stupito.
Lo guardavamo stupite anche noi – γάλα, γάλα, γάλα, γάλα, γάλα, γάλα – niente, non c’era verso.
Chiamiamo la mamma, avevo detto io.
Milk! aveva suggerito mia sorella.
Il barista l’aveva guardata con sollievo, MILK aveva ripetuto a mio padre.
Così noi avevamo avuto il nostro latte e mio padre aveva imparato la sua prima parola in lingua inglese.

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