I fantasmi

Cosa ci fa un uomo nero sul ciglio della strada
non lo sa che è pericoloso, perchè qualcuno potrebbere confonderlo
con l’asfalto, il buio o i pensieri cattivi.
Io, ad esempio, suono il clacson perché ovunque vada
ho bisogno di far sapere che sono viva, nessuno dovrebbe dimenticarlo,
ci si potrebbe scontrare e ferirsi,
li chiamano incidenti. Indecenti più che altro erano i consigli
che davo qualche volta,
per lei sei troppo vecchio, dovresti dimagrire, impara a stare zitto.
Barattare la gentilezza era un atto di eroismo,
come farmi piacere la Guinnes,
ascoltare ogni sera il telegiornale,
stirare le camicie tutto il pomeriggio.
La sincerità però fa gli occhi meno azzurri,
mi donerebbero di più una collana di perle e margherite
e due bugie tra i denti:
davvero mi sei mancato per tutto questo tempo,
ti ho sognato qualche volta, ho imparato anche a nuotare.
Ma adesso che anch’io mi confondo
con l’asfalto, il buio e i pensieri cattivi, dimmi,
come si sta soli, senza scontrarsi e ferirsi,
senza i clacson che ci dimostrano
che non siamo fantasmi neri che spariscono dentro la notte
e nessuno sa se torneranno ancora.

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